Thinx: da New york arrivano le mutandine assorbenti per il ciclo mestruale

Thinx è la rivoluzione americana che dice addio all’assorbente e al tampone. Vediamo di cosa si tratta.

Quando dico Thinx dovrebbero venirvi in mente i cinque giorni più inutili del mese. Quelli della fame senza logica e le voglie. Del ‘ma perché a me’. Del raptus per tutto e della lacrima troppo facile. Si sto parlando proprio delle mestruazioni (in inglese period). La nostra più fedele condanna.

Tutte noi siamo abituate a portare l’assorbente o il Tampax ma pare che in America ci sia un’altra moda. Finalmente quindi un inizio di rivoluzione il cui slogan potrebbe essere: Addio ‘Lines è’ e largo a Thinx.

Thinx è un’idea che viene da New York. E’ la società, inevitabilmente, di tre donne: Miki AgrawalRadha Agrawal e Antonia Dunbar. I brand in realtà sono tre: Thinx, Speax e Btwn (thinx). Che cosa vendono? Della biancheria intima che, a quanto pare, sarebbe in grado di sostituire addirittura l’assorbente. Di contenere il flusso mestruale senza lasciare macchie.

Che cos’è Thinx?

Parliamo di vere e proprie mutandine, lavabili e riutilizzabili, da usare durante quei giorni al posto o in supporto dell’assorbente o del tampone. A guardarle dall’e-commerce in effetti, sembrano non avere proprio niente di diverso da quelle che usiamo ogni giorno. E, incredibilmente, c’è anche un perizoma! Da domani tutte Sexi e senza assorbente: pare un sogno.

La maggior parte sono di cotone traspirante in grado di controllare e neutralizzare gli odori. Oltre che di contenere le eventali perdite. Si lavano in lavatrice, con ciclo ‘delicato’ o a mano.

I prodotti della lnea Thinx variano a seconda delle esigenze e della capacità di assorbimento, il cui livello è indicato sul sito con il disegno di cinque ‘goccioline’. Se sono tutte colorate di nero la capacità di assorbimento è molto alta, viceversa c’è bisogno di più attenzione. Thinx è quindi per tutte le taglie e di tutte le forme. E’ anche per fare sport (Btwn).

In particolare, c’è Thong, per i giorni in cui il flusso è più leggero; Cheeky, per un flusso medio; Hiphugger, per le giornate in cui il flusso non lascia tregua.

Come lavora l’industria Thinx?

Sul sito si legge: “Tramite processi di produzioni sostenibili e condizioni di lavoro etiche, assicuriamo che ogni paio di biancheria sia realizzato con consapevolezza e dignità”.

La fabbrica principale di Thinx ha sede in Sri Lanka e opera secondo tre principi: leadership femminile, benessere dei dipendenti e sostenibilità ambientale. Con il programma Women go beyonde infatti, oltre ad offrire lavoro a molte donne, fornisce un programma di istruzione supllementare con corsi di sviluppo imprenditoriale, inglese e tecnologia dell’informazione.

Inoltre la ditta offre anche pause pranzo gratuite, trasporti gratuiti e sessioni di fittnes. Noi sai quando? Mai.

Ma la cosa più ‘ganza‘ è che l’industria recicla i materiali di spurgo e li usa per creare mattoni per le pavimentazioni. Per ora sarebbero stati prodotti 220mila mattoni.

Con Thinx posso veramente togliere l’assorbente?

Il consiglio dato è quello di provarle prima a casa, per capire quanto sono in grado di assorbire. In ogni donna infatti il ciclo mestruale varia sia per durata che per quantità di flusso. Sempre meglio essere prudenti.

Vi sono pareri contrastanti a riguardo. C’è chi dice che è ‘tutto fantastico’ e chi invece sostiene di aver cambiato anche più di tre paia di mutandine in una sola giornata rischiando pure di macchiarsi i pantaloni.

Quindi che dire? Provare per, eventualmente, credere. Thinx è infatti già in vendita anche su Asos e su Amazon.

Thinx è solo un brand?

Thinx potrebbe essere un’occasione. L’occasione di abolire i tabù e quella di smetterla di comprare gli assorbenti e i tamponi. Che tutte sappiamo avere un costo a volte troppo elevato. In America infatti una buona percentuale di ragazze non può permettersi di coprire i costi di questi prodotti e arriva addirittura a saltare la scuola in ‘quei giorni’. Neanche ce la fossimo scelta questa piaga delle mestruazioni fra l’altro. Quindi Thinx, oltre ad essere un marchio, è una battaglia.

Di sicuro passerà molto tempo prima che l’idea venga presa in considerazione e valuata anche nel nostro Paese, prima di tutto in termini di efficienza. Poi chi la pagherebbe la pubblicità di Lines a quel punto? Però chi sa: mai direi mai.

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