Gucci modella

La modella brutta di Gucci è davvero brutta

Lei è Armine Harutyunyan, che sotto i riflettori da soli due giorni ha già cambiato il nome in ‘la modella brutta di Gucci’ accendendo le polemiche sul web

Scelta da Gucci lo scorso settembre, la modella brutta è al centro delle polemiche. Prima perché ‘era’ brutta, ora perché avrebbe scattato una foto con il saluto fascista. In Italia infatti basta alzare una mano per coprirsi dal sole ed ecco che entra subito a gamba tesa ‘l’ave Cesare’. Io dico che ci vorrebbe piuttosto un po’ di relax, ma sorvoliamo.

Tra l’altro pure il mio inutile sondaggio Instagram dimostra di non gradirla.

Perché Gucci ha scelto Armine come modella?

Dopo lo storytelling esibito da Achille Lauro a Sanremo, Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, sceglie Armine. Una scelta che invita ad andare oltre il modello canico di bellezza che da sempre ci prefissiamo. Un modo per dire che anche il nasone ci sta. Che pure l’imperfezione può essere bella.

Certo, se paragonata a Gigi Hadid non c’è storia. Ma la questione interessante è che non si tratta di stare contro la bellezza ma per la bellezza. Che per Gucci è sinonimo di diversità. Prima Ellie Goldestein dunque, ora la 23enne originaria di Yerevan, vittima del body shaming per essere stata inserita tra le 100 donne più belle del mondo.

Quella di Gucci è una scelta di marketing?

Indubbiamente. Tutto è marketing, promozione di una nuova immagine. Lo dice la parola stessa: modella. Gucci propone infatti il proprio modello e la propria etichetta di sè. E dobbiamo dire che l’idea funziona visto che da due giorni a questa parte non si parla d’altro. Coronavirus, referendum, morti in mare ma no, LEI.

Gucci 1 quindi, Italia 0.

Non siamo mai contenti

Anni passati ai dire che ‘se non sei bella non arrivi da nessuna parte’. A dire che ‘le modelle sono tutte anoressiche e le ragazzine si ammalano per imitarle’. A pensare il mondo è solo apparenza’ e poi? Poi arriva Gucci. Che non è mica il Pronto Moda, è una delle industrie fashion leader nel mondo e che fa? Vi dà ragione. Dice che è vero, che l’ideale estetico a cui siamo abituati non lascia spazio alla normalità, all’essere se stessi e allora propone Armine come modella. Sceglie Ellie, come a dire ‘guarda che esistono anche loro’. Veste Achille Lauro e urla il proprio alla diversità e voi?

Voi niente, a dritto: Armine è brutta. Pace con il cervello mai.

Che poi per carità, la bellezza estetica è un’altra cosa e su questo non si può che essere d’accordo. In primis perché una modella si sottopone sotto lo sguardo mediatico per farsi valutare fisicamente, non certo per raccontarci quello che ha in mente. Ma questo Gucci lo sa. Gucci ci sta dicendo di non fare ‘i soliti uomini arrapati’, di accettare la varietà che ci circonda senza giudicare. Gucci ci sta chiedendo di abituarci all’imperfezione.

Armine Harutyunyan è brutta

Quindi sì, oggettivamente è brutta. Usata per dirci che nel mondo c’è anche chi ha il naso storto, la bocca larga, il doppio mento. Ma che questo non preclude l’accesso ad una vita sotto i riflettori. Gucci ci sta dicendo che la giacca all’ultima moda sta bene anche a quelle come Armine. Che oltre quella ‘brutta’ apparenza c’è ben altro da cogliere: un messaggio.

La prima industria della moda a dimostare come basti un attimo per diventare cattivi, per cambiare opinione, per puntare il dito. Perché sì, se prima criticate il canone estetico imposto dalla società e poi dite che Armine ‘fa schifo’, allora un’idea non ce l’avete mai avuta. Non sto dicendo che è ‘poverina’, intendo dire che ha semplicemente accettato il compromesso della strumentalizzazione. D’altra parte la popolarità ha il suo prezzo da sempre e nessuno l’ha costretta.

Che poi detto fra noi: alla fine che ci frega di lei? Non lo so neanche io, ma nelle vesti di Fata ignorante mi andava di dire la mia su quella che, nel frattempo, per un colpo di culo sfila per Gucci.

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