Di Maio New York Times

Luigi Di Maio super abbronzato. E il New York Times lo smonta

di tintarella niente male, è stato definito ‘razzista’ dal New York Times per aver ricondiviso i meme che ironizzavano sulla sua abbronzatura.

Cosa ti vuoi aspettare, caro New York Times, da un paese in cui proprio Luigi di Maio è Ministro degli Esteri? Alle polemiche ha risposto il suo portavoce e non perché lui non aveva tempo. La verità è che in inglese non sa neanche dire: “The book is on the table”.

Perché il New York Times attacca di Maio?

Reduce di una vacanza in Sardegna, si spera senza passare dal Billionaire, il nostro Ministro non ha esitato a mostrare davanti al suo omolgo cinese Wang Yi un’abbronzatura a dir poco esagerata. E gli italiani che hanno fatto? Sono partiti in quarta con i meme sui Social, ironizzando sull’immagine del ‘pover uomo’. Da Carlo Conti a Barack Obama fino, purtroppo, all’immagine che lo ritrae su di un barcone. L’unico assente? Il senso del limite. Ma che gli vuoi dire? In democrazia si può. No?

“In Italia semplicemente non si prendono sul serio gli insulti ai neri”, scrive la testata. Ma dai?

Il New York Times non avrebbe infatti apprezzato che il nostro Ministro, anziché criticare quelle immagini, le abbia ricondivise sul proprio profilo Instragram con ironia. Ma poverino, lui non voleva offendere nessuno. Non lo sa mica cos’è il blackface che tanto vi sta a cuore. Che poi con Trump come presidente non lo so mica se è proprio tanto a cuore.

Cos’è il Blackface?

Il blackface era un make-up teatrale diffuso nel diciannovesimo secolo che veniva utilizzato per assumere le sembianze di una persona di colore. Fu abolito negli anni ’60, in America e anche in varie parti d’Europa, dopo le denunce di Martin Luther King che lo riteneva un gesto razzista e denigratorio. Tasto dolente insomma, soprattuto in questa fase di proteste.

Sempre riguardo al balckface, il New York Times ci tiene anche a sottolineare: “In America abbiamo licenziato per molto meno“. E noi gli rispondiamo che ci fidiamo sulla parola, anche se, visti i recenti avvenimenti, non è poi così scontato.

e alla fine di Maio?

Ora mi chiedo se c’è veramente qualcuno nel mondo che si aspettava che il nostro Luigi di Maio fosse così arguto da pensare di offendere una Nazione intera. Lui, quello della ‘reputazione di gaffe’. Non è da giustificare ma lo dobbiamo giustificare, in fin dei conti è a capo di un Paese che sul razzismo costruisce la metà delle sue campagne politiche. Ma lui no, razzista non è ha detto e noi gli vogliamo credere..

In Italia di speranza ‘un ce n’è‘ caro New York Times. Siamo anni luce lontani dall’idea di un paese ‘umano’. Ma non si può trumentalizzare tutto. Altrimenti potrei dire che, anche a voi, che in poco più di un mese ne avete soffocato uno e ridotto in paralisi un altro, con tanto di ‘sparate sulla folla’ da parte del vostro caro Presidente, forse tanto meglio del povero di Maio non siete. O no?

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