Scuole, Salvini: “Mia figlia a scuola non ce la mando”. E quindi?

continua la polemica sulla riapertura delle scuole da parte del leader della Lega.

L’onorevole Salvini, onorevole di nome più che di fatto, qualche giorno fa aveva dichiarato in diretta su La 7 che avrebbe mandato sua figlia a scuola senza mascherina. E sapete perché? Perchè: “Tenerla sei ore – dice – fa male”.

Non contento poi, invece di stare zitto, ha chiesto spiegazioni sul perché si debba imporre la mascherina a dei bambini piccoli. E ancora non ci è dato di sapere come mai nessuno gli abbia risposto che la mascherina a scuola non va tenuta fissa. Se tua figlia, Matteo, è seduta a scrivere al suo banco infatti, non occorre che resti imbavagliata. E questa è logica.

Tu la tieni la mascherina in ufficio, mentre sei davanti al computer? Ah già, tanto non ci vai mai. Il tuo è uno smart working perenne, con o senza Coronavirus.

Senza contare che mi auguro vivamente che tua figlia, a scuola senza mascherina, non contagi nessuno. Anche se quello sarebbe uno dei giorni più belli del mondo. Che tra l’altro la mascherina è anche uno strumento di protezione, oltre che di educazione. Educazione che continui trasgredire e quindi che dire? Speriamo che tua figlia cresca meglio perché uno ce la possiamo fare, due no.

E’vero che chiuderanno i bambini dentro il plexiglass?

Sempre lui ha poi affermato: “L’ho detto – si legge su FanPage -, se costringono mia figlia e i vostri figli di sette anni ad andare a scuola chiusi nel plexiglas, con la mascherina e con i banchi con le rotelle, io a scuola non ce la mando”.

Intanto, caro Matteo, è giusto che qualcuno ti dica che se non mandi tua figlia a scuola a noi non ci interessa. Abbiamo tutti di meglio da fare. Se crescerà capra, speriamo solo che non si imbatta nel pastore sbagliato.

L’unica cosa che mi dispiace è che… anzi sono due le cose che mi dispiacciono. Prima di tutto quella di vederti ancora in tv, libero. Poi il fatto che ci sia qualcuno che ti segua ancora e che applauda quello che dici nei tuoi comizi. Evidentemente quando hanno distribuito il buon senso, c’è chi è arrivato in ritardo, oppure era in bagno.

Ad oggi non c’è infatti nessuna linea ben definita riguardo la riapertura delle scuole. Nessuno ha parlato di plexiglas e di banchi con le rotelle. Forse ti sbagli con la Cina. Forse non hai ancora capito niente. Forse stai riducendo la politica stessa ad un emerito fake.

Come sarà la riapertura delle scuole?

Secondo Salvini sarà come riaprire un lager. Frase muta che ritengo commentarsi benissimo anche da sola.

Parlando seriamente invece, ieri (26 agosto) c’è stato il verticetra Governo e Regioni per decidere in che modalità far ripartire le scuole che, vuoi o non vuoi, è giusto che riaprano.

Tutto quello che sappiamo fin ora sul rientro nelle scuole

A parte lo screening su insegnanti e personale, si parla di banchi monoposto. Quindi ogni alunno avrà il suo posto personale. La distribuzione nei primi edifici dovrebbe iniziare già da domani ( 28 agosto).

Altro nodo fondamentale è quello della misurazione della temperatura, sui cui però ancora non si è raggiunto un accordo vero e proprio. L’indicazione proposta è quella di far provare la febbre a casa ai genitori, che dovranno consultare il medico nel caso la temperatura superasse i 37,5 gradi.

Se mio figlio ha la febbre verrà isolato?

Si. Mi permetto di dire giustamente. Che con isolamento non si intende quello stile FBI americano. Vostro figlio non verrà rinchiuso e imbavagliato in una stanza buia, da solo. Verrà semplicemente allontanato dagli altri bambini e portato in uno spazio adibito opportunatamente. Lì non sarà solo. L’insegnante chiamerà poi la famiglia che dovrà andarlo a prendere a scuola.

Piantiamola di dire che è una cosa ingiusta. Piantiamola di parlare di complottismo. Iniziamo, piuttosto, ad educare i nostri figli, che sono più intelligenti di quello che crediamo. A spiegargli che tipo di momento stiamo vivendo.

Non ci sono comunque ancora delle linee guida ben definite a riguardo.

e la questione del trasporto pubblico?

Al momento i bus possono essere riempiti al 50 per cento, ma il Cts non esclude di introdurre dei sedili divisori fra i passeggeri. Questo porterebbe a far salire il numero di posti occupati fino al 70 per cento.

Gli scuolabus invece, sarà obbligatoria la misurazione della temperatura prima di salire. Potranno sedersi vicino solo i congiunti (a volte ritornano).

Previsto l’umento delle ‘corse‘ disponibili così da diluire il più possibile il numero di passeggeri durante gli orari di punta.

In classe sarà obbligatoria la mascherina?

Per ora sì, sarà obbligatoria in tutte le scuole. Ma NON dovrà essere tenuta in maniera fissa per 5 ore, come diceva il buon Matteo. E’ fondamentale che venga usata all’entrata e all’uscita, nell’intervallo se non si mantiene il distanziamento sociale, ogni volta che si esce di classe.

A conclusione comunque, ancora nessuna certezza. tra l’altro, Non è cosa nuova che gli scuolabus siano troppo pieni e che le stretture scolastiche non siano adeguate. Complimenti per il tempismo.

Nel frattempo, l’onorevole Matteo ha lanciato una mozione di sfiducia alla ministra Azzolina. Ha detto che li assume tutti lui gli insegnanti precari, compresi quelli di sostegno. Che compra anche tutti i termo-scanner per le scuole. E che non bisogna parlare di banchi con le rotelle. Ma allora è una fissa? Che poi qui Matteo le uniche rotelle di cui bisognerebbe parlare sono le tue, sempre che te ne sia rimasta qualcuna.

Cosa vuole in cambio? Il voto. Pensateci prima che ci pensi lui appunto. Lui che ieri ha pensato bene di irrompere al Covid center di Salerno dove, grazie al cielo, gli è stato negato l’ingresso. Ultima puntata della saga ‘Dio esiste ma non sei tu’. Pensate a un malato che se lo trova davanti mentre piange perché invece i suoi figli non possono entrare. Anzi, non pensateci.

E forse non vale la pena neppure la pena di parlarne di un Paese che dibatte sulla riapertura delle scuole. Che riempe i nostri schermi di liti trash, titoli e immagini tentando di nascondere l’unica verità: in Italia nessuno sta facendo niente per gli studenti.

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